17) Bulgakov. All' intelligencija manca il concetto del peccato.
L'antropologia dell' intelligencija si rif a Rousseau e
all'Illuminismo. Le manca il concetto del peccato, che ne rivela
l'infantilismo di fondo.
S. Bulgakov, L'eroe laico e l'asceta (vedi manuale pagina 206).

 Anzitutto manca il concetto del peccato e il senso del peccato,
tanto che la parola peccato suona all'orecchio
dell'intellettualoide quasi ugualmente barbara e strana come la
parola umilt. Tutta la forza del peccato, il suo peso tormentoso,
la complessit e profondit del suo influsso su tutta la vita
umana, in una parola tutta la tragedia della peccaminosit
dell'uomo, alla quale nell'eterno piano Divino poteva dare una
soluzione solo il Golgota, tutto ci rimane estraneo alla
coscienza dell'intelligencija, che si trova come in un'infanzia
religiosa, non al di sopra del peccato ma al di sotto della
coscienza di esso. Essa ha creduto, assieme a Rousseau e a tutto
l'illuminismo, che l'uomo naturale  buono per natura e che la
dottrina sul peccato originale e sulla radicale corruzione della
natura umana  un mito superstizioso che non trova nessuna
corrispondenza nell'esperienza morale. Perci non vi deve n vi
pu essere alcuna cura speciale nel coltivare a personalit (il
tanto disprezzato autoperfezionamento), mentre tutta l'energia
deve essere interamente spesa nella lotta per migliorare
l'ambiente. Dichiarando che la personalit  interamente prodotto
di quest'ultimo, a questa stessa personalit affidano il compito
di migliorare l'ambiente, similmente al barone di Mnchhausen che
si tir fuori dallo stagno afferrandosi per i capelli.
AA. VERSI, La svolta. Vechi, L'intelligencija russa tra il 1905 e
il 17, Jaka Book, Milano, 1970, pagine 52.
